Da qualche giorno in negozio sono arrivate le nuove shopper in edizione limitata di Gigolé.

Si perché ogni anno cerchiamo di rifare il look alle nostre borse per regalarvi qualcosa di più di un semplice contenitore di acquisti ma un vero e proprio oggetto utile che possa accompagnarvi nella vostra giornata anche dopo che l’avete portata a casa.

Le parole d’ordine per il suo utilizzo infatti le trovate stampate sul dorso: usami, riusami e cerca di non perdermi.

Una sborsata di pace

Questa volta sulla grafica della shopper abbiamo voluto celebrare un’icona che ha compiuto ben 60 anni nel 2018: si tratta del famoso simbolo della pace disegnato nel 1958 dal designer inglese  Gerald Holtom per la campagna del Nuclear Disarm.

Holtom prese ispirazione dal semaforo a bandiere militare sovrapponendo il segnale della lettera “N” e quello della lettera “D”. Questa semplice intersezione di tre linee all’interno di un cerchio ha resistito come una delle icone più riconoscibili al mondo ed è utilizzato ancora oggi da una serie di movimenti di pace e giustizia sociale.

Dalla sua nascita in associazione con il disarmo nucleare, il simbolo della pace si è diffuso rapidamente ad altri gruppi pacifisti. In America il primo avvistamento del simbolo è stato nei primi anni ’60 ed è stato utilizzato dal movimento per i diritti civili.

Durante la guerra del Vietnam il simbolo della pace fu  nelle proteste contro la guerra e ad un certo punto fu deriso dalle forze a favore della guerra come “l’impronta di un pollo americano”. Durante il regime dell’apartheid in Sudafrica, fu fatto uno sforzo governativo per vietare il simbolo.

Il CND non ha mai protetto il simbolo del copyright e ne consente l’utilizzo da parte di chiunque, ed è arrivato fino ad oggi in forma smagliante.

 

Non a caso abbiamo scelto questo simbolo: in questo periodo storico la complessità dei nostri tempi ci spinge spesso a reagire alle differenze e alla cose che non ci sono familiari con cattiveria e odio dimenticandoci che per abbattere il muro della paura – come ricordava Madre Teresa di Calcutta – spesso è sufficiente un sorriso.

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